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- 2026Maneggiare con cura - Maura Banfo, Pierluigi Fresia, a cura di Olga Gambari
Maneggiare con cura, in fondo, dovrebbe essere un’indicazione valida per tutte le cose della vita, inanimate e vive, visibili e invisibili. Certo poi, per quelle che appartengono a categorie ufficialmente delicate, nel corpo o nell’anima, un’accortezza necessaria. Ma credo che quest’ultima categoria potrebbe allungarsi all’infinito, perché quali cose non lo sono, in fondo? Chi non se ne sente parte, anche se il proprio nome è scritto con inchiostro invisibile?Tutto va maneggiato con cura, perché vuol dire vedere, rispettare, porre attenzione e ascolto. Quello che ciascuno di noi desidererebbe per sé, nel suo essere nel mondo.Maura Banfo e Pierluigi Fresia si incontrano su questa riflessione nel loro progetto libero per riss(e), su questo tema che richiama a sé anche quello della fragilità, ma non esattamente coincide con esso. Nei discorsi aperti nati attorno al progetto, la condizione esistenziale come qualcosa di fragile e delicato, di precario, è venuta subito fuori, prima di tutto perché è un tema di cui Maura e Pier hanno parlato a lungo, nel tempo, pensando di realizzare un dialogo di opere e pensieri al riguardo. Poi, perché è qualcosa di connaturato al loro ricercare e fare. L’immagine, per esempio, quella che si forma nei nostri occhi umani come frammenti del ritratto del mondo e quella che, invece, viene prodotta da un obbiettivo, da uno schermo o display, è apparenza e visione effimera, manipolazione. E comunque, se si spegne la luce, o il sole passa dietro al mondo, più non è in un istante.Così il pensiero contenuto nelle parole, che è espressione di culture e lingue, di momenti storici e geografie, di identità porose, cioè soggetto a cambiamenti in maniera sostanziale o anche solo per sfumature, mutevole per costituzione. Tutto sfugge, evolve, evapora, muore e rinasce: mentre è già non è più. I loro lavori spesso catturano questa condizione. E qui, da riss(e), si fanno fluidi, un po’ enigmatici, o enigmistici.Maura sta vivendo una stagione in cui è tornato prepotente il segno, la mano, la china su carta, il colore. Carte e carte, e carte, su cui forme liquide, arancioni e neri, e tutte le tonalità cromatiche contenute nell’arancio e nel nero, sono esplose come i frattali di un pensiero ossessivo, i riflessi sempre diversi di un’energia tellurica repressa che sgorga, di un fare continuo che declina forme figurative che evolvono in astratte e viceversa.Fiori che esprimono la caducità, quel colore che si addensa nel petalo ancora in formazione nel bocciolo e, quando sboccia, già tende al suo appassire. Così delicato, che due dita lo sgualciscono nel solo sfiorarlo.Pier procede nel suo cogitare continuo, che è poetico e concettuale insieme. Una forma di scrittura iconografica che interroga e piega con lama garbata e affilata, spesso ironica, la superficie semantica dell’immagine producendo crepe di senso che ne incrinano la solidità stolida per farne uscire altre possibili significazioni, narrazioni.Dove si sta, noi e gli altri?, si domandano.Nelle loro opere e materiali si attua un ribaltamento: la consapevolezza della fragilità diventa un punto di forza, quella dell’instabilità un punto di equilibrio.E se il mondo li maneggerà con cura, questa condizione risulterà il principio di adattamento migliore all’esistenza.Olga Gambari - 2026Culvert - Chiara Mangone
Infrastrutture idriche, canali sotterranei e condotti artificiali attraversano il sottosuolo delle nostre città come un sistema di arterie invisibili. Sono spazi crepuscolari e quasi alchemici, luoghi in cui acqua e altri fluidi scorrono lontano dallo sguardo - 2025Chiara Ceroni - Il gioco indotto, a cura di Pasquale Polidori. Riss(e) 9 novembre 2025 - 31 gennaio 2026
Un archivio di migliaia di immagini in cui si declina la complessità del concetto di intoccabile – fra sacralità, immaterialità e disgusto – si presta volta per volta a nuove modalità di allestimento e lettura, mettendo così in crisi ogni presunta fissità dell’immagine, o sua semantica univocità. - 2025Esserci - Fortunago (PV)
Matteo Amato, Renato Galbusera, Valentina Angeloni, Luciano Gatti, Alberto Baio, Giannantonio Gennari, Alberto Barbieri, Gaetano Grillo, Mauro Bellucci, Marco Grimaldi, Margherita Benassi, Ale Guzzetti|, Davide Benati, Maria Jannelli, Corrado Bonomi, Pino Jelo, Adalberto Borioli, Pino Lia, Fabrizio Breschi, Antonio Miano, Narciso Bresciani|, Ayako Nakamiya, Dario Brevi, Pietro Pasquali, Sofia Cacciapaglia, Bruno Pellegrini|, Cesare Callegari, Lucia Pescador, Loriana Castano, Ercole Pignatelli, Gianni Cella, Stefano Pizzi|, Mino Ceretti, Giancarlo Pozzi, Francesco Ceriani, Antonella Prota Giurleo, Pietro Coletta, Giovanni Sabatini, Francesco Correggia, Tetsuro Shimizu, Marta Dell'Angelo, Maria Luisa Simone, Pino Deodato, Antonio Sormani Cosimo Di Leo Ricatto, Valdi Spagnulo, Gretel Fehr, Aldo Spoldi, Giuliano Ferla, Franco Tripodi, Mavi Ferrando, Giorgia Vian - 2025Simone Brambilla, Arianna Giorgi, Gloria Tamburini - "Annessi, connessi, sconnessi" - Riss(e). Angelo Barone, Giovanni Frangi "Compagni, compagni" - Surplace. Valentina Bobbo - "Raccontami: l'ora dell'oro" - Anonimakunsthalle. 11/05"025 - 11/07//2025.
Simone Brambilla, Arianna Giorgi, Gloria Tamburini - "Annessi, connessi, sconnessi" - Riss(e).A suggerire questa mostra è il bisogno di tessere dei fili in un universo che ci appare sempre più senza fili nella sua incessante vaporosità. Il presente infatti è, e non solo nello specifico dell’arte, avvolto in un’immaterialità gassosa che ci impone di ripensare il concetto stesso di struttura fuori dalle certezze -e dalle incertezze- a cui il secolo passato ci aveva abituato. - 2025Arena Riparte - M.A.A.P.O. 2025
Le nuove opere del M.A.A.P.O. nel percorso ambientale: le nuove opere del M.A.A.P.O nel percorso ambientale: “Canale del cielo” scultura in pietra di Verona di Santiago Arranz, “Aquiloni” scultura in bronzo di Luciano Minguzzi, “Contaminazioni” dipinto murale di Adele Prosdocimi, “Blue clean water” una installazione di Marco Nereo Rotelli. - 2025Ale Guzzetti - Sguardi diversi - Quando i robot incontrarono gli antichi Dei
a cura di Gino Di Maggio. Milano, Fondazione Mudima 6 maggio - 6 giugno 2025.L’esposizione ripercorre la lunga parabola creativa dell’artista, tra i primi in Italia a sondare il binomio arte e tecnologia. - 2025Gabriele Albanesi e Ferdinando Greco: "Il tumulto del desiderio e la pittura" - Collegio Cairoli e galleria Marco Fraccaro
Caro Gabriele, improvvisamente sono entrato “in crisi”, ma è crisi?Caro Ferdinando, il “rimpianto del bello” nasce forse in noi fin dagli inizi, quando cominciamo a interessarci di pittura. - 2024Ale Guzzetti - Galleria Lara, Alberto e Rino Costa, Valenza (AL)
Un'opera d'arte contemporanea, diceva l'artista Luciano Fabro, riscrive tutta la storia dell'arte del passato, si lega sempre ad una genealogia rinnovandone nel presente le idee. Ale Guzzetti è stato tra i primi in Italia a dedicarsi alla relazione tra arte e nuove tecnologie, con una attenzione particolare alla nuova interazione che i dispositivi digitali ci mettono a disposizione. - 2024Jean Tinguely - Hangar Bicocca
Jean Tinguely (Friburgo, 1925 – Berna, 1991) è considerato uno dei grandi artisti pionieri del XX secolo che hanno rivoluzionato il concetto stesso di opera d’arte, e uno dei maggiori esponenti dell’arte cinetica.Al centro del suo lavoro vi è la ricerca attorno alla macchina con il suo funzionamento e movimento, i suoi rumori e suoni e la sua poesia intrinseca.
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